La STS è un'azienda
giovane e dinamica ed ha sempre concentrato la propria attenzione
alla creazione di prodotti qualitativamente superiori, dalle
prestazioni interessanti e con un vantaggioso rapporto
qualità/prezzo. Alla logica aziendale non sfugge questo D5R Outlaw
che si propone agli utenti come un propulsore di riferimento per la
categoria 1:10 per tutti coloro che, non volendo partecipare a gare
nelle quali vigono le restrizioni EFRA, desiderano un "surplus di
potenza" notevole e tanta costanza nel rendimento.
 |
|
Dati Tecnici |
|
Cilindrata |
2.09
cc |
|
Potenza |
/ |
|
RPM |
/ |
|
Travasi |
5 |
|
Scarico |
1 |
|
Alesaggio |
13.80 mm |
|
Corsa |
14.00 mm |
|
Sottotesta |
ConeLock (Turbo) |
|
Venturi |
6.5
mm |
|
Prezzo |
N.D. |
|
Analisi del
propulsore
La testata:


La testata è divisa
in due pezzi, come le ultime tendenze vogliono: il sistema radiante
superiore e la testata vera e propria inferiore. L’elemento
dissipante è realizzato in lega di alluminio per fusione. E’ dotato
di undici alette di raffreddamento ed ha una geometria cilindrica
che viene movimentata da quattro fresature perimetrali di gradevole
fattura. Sul fondo del corpo vengono ricavati quattro fori passanti
per l'inserimento delle viti di serraggio che vedono le loro teste
ospitate in vani opportunamente lavorati. Superiormente, invece,
viene serigrafato al laser il modello del motore, D5R, e due
ideogrammi dal piacevole effetto estetico. La testata, invece, viene
ricavata per lavorazione dal pieno da una barra in lega leggera ed
ospita candele di accensione del tipo “cone lock”. Una porzione di
questa, come è solito, si inserisce nel cilindro ed ospita la camera
di combustione: è compatta e stringe molto bene intorno al filamento
della candela, ha una geometria a calotta sferica ed è dotata di
un’ampia corona di squish che copia fedelmente il profilo del cielo
del pistone.
Il cilindro:


E’ un’unità ricavata
da una fusione di ottone e lavorata, successivamente, a macchina
utensile. Ha un congruo spessore adeguato agli stress meccanici e
termici a cui verrà sottoposto. Nella corona superiore viene
ricavato un intaglio che si impegnerà con una spina piantata nel
carter per il centraggio. Cinque sono le luci per il trasferimento
dei fluidi di lavoro mentre lo scarico si avvale di un'ampia luce
dalla fasatura abbastanza spinta. Senza badare ad economie, invece,
le lavorazioni aggiuntive sul dorso del cilindro in prossimità dei
travasi dove profonde unghiate realizzano degli ottimi inviti per la
velocizzazione del trasferimento di carica. Un ulteriore lavorazione
nella zona in prossimità del cuscinetto di banco interno favorisce
l'alimentazione del travaso frontale con benefici effetti
sull'erogazione del propulsore, specialmente ai regimi medio-alti.
Pistone e biella:

Il pistone è ricavato
da un grezzo da barra lavorato, poi, alle macchine utensili.
Profondi alleggerimenti eseguiti con frese testimoniano l'attento
lavoro di alleggerimento al quale è stato sottoposto con l'intento
di minimizzare le masse in moto alterno e favorire il raggiugnimento
di regimi elevatissimi, e quindi di innalzare la potenza massima, ma
senza sfavorire in nessun modo l'affidabilità dell'insieme. Le
portate dello spinotto sono adeguate e complessivamente l'equipaggio
mobile dà grande sensazione di solidità. Due molle "G" bloccano
assialmente lo spinotto in acciaio che vincola una pregevole biella
ricavata da pregevoli lavorazioni a macchina CNC. Questa ospita due
bronzine alimentate da un foro ciascuna a garantire la corretta
lubrificazione. Profonde fresature longitudinali ed un bel profilo a
cuneo garantiscono leggerezza ed efficienza aerodinamica all'interno
del carter pompa.
Albero motore:

Viene ricavato da un
grezzo fucinato, lavorato a macchina utensile ed opportunamente
trattato. Il volano è costituito da una mannaia di equilibratura. In
questa viene ricavata una lavorazione per favorire l’efflusso della
massa aspirata che intercetta il condotto di adduzione e si distende
radialmente verso la circonferenza. L'altra porzione, invece, ospita
il bottone di manovella che viene accuratamente rifinito tramite
rettifica per favorire lo scorrimento delle parti. Di disegno
classico, è rifinito in ogni suo dettaglio e si adagia con grande
precisione sui due robusti cuscinetti di banco. L'estremità,
ovviamente, è di tipo SG e un foro assiale permette di impegnare una
vita M3 per vincolare il sistema di scorrimento della campana
frizione.
Carter:


Ricavato per fusione
in lega d’alluminio è disegnato razionalmente, senza fronzoli
inutili, con teorie per il passaggio dei gas semplici ed efficienti.
All'interno i condotti di travaso sono tre, uno frontale e due
laterali, con questi ultimi sdoppiati da un traversino poco prima
dell'arrivo sulle luci del cilindro. Lo scarico è ben raccordato con
la sua luce ed ha una rifinitura di fusione incredibilmente liscia.
Il condotto principale nel quale ruota l'albero motore è ben
rifinito e la scorrevolezza dell'albero è garantita così come i
rendimenti meccanici. Esternamente, invece, il cilindro è cinto da
una corposa alettatura che garantisce lo smaltimento di una congrua
quantità di calore a vantaggio del contenimento delle temperature di
esercizio, dell'efficienza fluidodinamica e della durata. Il
carburatore viene ospitato nel solito vano cilindrico ed impegnato
con un classico sistema di ritegno a vite.
Scarico:


L'impianto di
scarico, disegnato appositamente per la famiglia D3R - D5R, è dotato
di una bella espansione rifinita lucida con presa di pressione in
prossimità del massimo volume: è il punto a massima pressione.
Leggera e resistente, vanta finiture invidiabili anche all'interno e
si accoppia alla perfezione con il collettore al quale viene
vincolata tramite un bel set di molle. Quest'ultimo pezzo è ben
realizzato, le curve non hanno segni dovute agli stretti raggi di
curvatura e vanta un'elevato grado di finitura sia interno che
esterno.