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da
UNOADIECI Magazine
STS D21E IN
PISTA (2^ parte)
di Egidio Vergadoro
Ci eravamo
lasciati sul piu’ bello…lo sappiamo.
L’STS D 21 E ha stupito noi e noi stupiremo voi con una
serie di consigli atti ad un perfetto funzionamento del
motore nell’utilizzo in gara, con prestazioni da capogiro e
consumi bassissimi.
Il nostro motore, testato per bene in una pista da Off Road,
non solo ha dimostrato di avere potenza a sufficienza per
poter affrontare, ad armi pari, tutta la concorrenza
motoristica, ma ha dimostrato di uscire bene e di prepotenza
dalle curve, permettendo di tirare un rapporto più lungo che
lo velocizza maggiormente nei tratti rettilinei.
Dato che in configurazione standard abbiamo sfiorato i 10
minuti di autonomia, con ritmi da gara, abbiamo voluto
sfidare noi stessi. Ovvero ci siamo messi in discussione
cercando di superare il famigerato target dei 10 minuti con
questo motore.
Per fare ciò, era necessario apportare degli adeguamenti
alle periferiche, ottimizzare il rapporto di compressione,
adeguare il rapporto stechiometrico e, infine, testare il
tutto per la verifica finale.
Abbiamo iniziato asportando il rasamento in rame da 1 decimo
dal sottotesta e abbiamo tarato il nostro STS D 21 E a 3
decimi di rapporto di compressione lasciando, quindi, il
solo rasamento in alluminio grigio di 3,2 decimi. Fatto
ciò, abbiamo un motore che dovrà essere alimentato con
miscela contenete il 25% di nitrometano, come la maggior
parte dei motori in commercio. La candela montata è una
standard numero 6.
Altra operazione necessaria è data dal restringimento del
venturi del carburatore. Abbiamo tolto l’originale da 7 mm
per montare un venturi della Nova da 6 mm adeguandolo al
nostro carburatore togliendo solo l’o.ring che sta nella
parte bassa del venturi da 6 mm.
Un gomito del filtro aria piuttosto lungo, un filtro
dell’aria in doppia spugna ben impregnata di olio di ricino
e siamo abbastanza in ordine per quanto concerne
l’alimentazione.
Passiamo allora al sistema di scarico: collettore lungo e
arcuato a 180 gradi, con attacco in-line su di una marmitta
della Novarossi modello 9901 anche per rimanere in tema 3
camere, come impone il regolamento Amsci Rc.
Questo sistema di scarico emette un suono molto gradevole e
conferisce all’STS D 21 E ancora più progressione nella
salita di giri evitando di scomporre il modello nelle
riaperture brusche del gas in uscita di curva.
A questo punto si arriva al tocco conclusivo che è
rappresentato dall’adeguamento della frizione.
Siamo partiti da una base di una normale frizione in
dotazione alla stragrande maggioranza dei modelli in
commercio. Cioè da una 3 ceppi in carbonio con molle ad
uncino da 0,9 modificata nel seguente modo: montati i primi
due ceppi in carbonio con molle da 0,9 sul volano a tre
spine, abbiamo pensato di montare un terzo ceppo in ergal,
ma con molla da 0,8 proprio per avere un attacco
differenziato della frizione. Nelle ripartenze da fermi,
infatti, si aprirà per primo il ceppo in ergal, perché
tenuto da una molla di richiamo più debole, e poi, con la
salita di giri del motore, partiranno i due ceppi in
carbonio per effettuare la presa definitiva sulla campana,
conferendo una spinta inimmaginabile verso l’affondo e
privilegiando nel contempo la progressione nell’erogazione
della potenza del motore.
Risulta evidente che la spinta iniziale procurata dall’unico
ceppo frizione in ergal, eviterà inutili pattinamenti
proprio per l’aderenza dell’ergal sull’acciaio della
campana, ma porterà il vantaggio di non scaricare tutta la
potenza del motore in curva evitando così quei fastidiosi
calci di potenza che provocano il sovrasterzo del modello in
uscita di curva.
Una campana frizione da 14 denti, con interno a 26,2 mm,
completa l’intervento.
In questa nuova configurazione, fatta tra l’altro senza
spese aggiuntive ma solo disponendo di quanto all’incirca
viene dato nei kit di montaggio degli automodelli, l’STS D
21 E diventa una vera “belva” dello sterrato. Esso
dimostrando di poter tenere il passo di motori di livello
superiore, ma contrariamente a questi ha ben due assi nella
manica rappresentati dalla assoluta mancanza di spente
accidentali e dai consumi bassissimi.
Per la cronaca, l’STS D 21 E, nella nostra configurazione,
ha fatto 12 minuti con un pieno di carburante da 125 ml.
Cosa che fa rifornire a 10 minuti in tranquillità e che per
questo lo rendono molto temibile sui campi di gara.
Prima di chiudere, rivolgo un ringraziamento alla STS
Italia, nella persona di Pino Di Maria, per la disponibilità
avuta nei nostri confronti. |
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